Tu sei qui: Storia e Storie“L’uomo, la bestia e la virtù”: a Cetara Totò girò il film che attirò le proteste della famiglia di Luigi Pirandello
Inserito da (Maria Abate), mercoledì 7 novembre 2018 16:06:25
Una carriera notoriamente prolifica quella del principe della risata, con ben 97 pellicole interpretate negli anni dal 1937 al 1967. Fellini sosteneva anche che Totò era un fatto naturale, qualcosa di compiuto in sé stesso che non poteva essere modificato o sopraffatto da artifici scenici o di copione. E infatti i registi con cui ha lavorato di più e meglio furono proprio coloro che lasciarono più spazio alla sua improvvisazione senza tentare di imbrigliarla in soggetti o sceneggiature forzatamente precostituite. E, spesso, alla libertà di espressione della maschera Totò corrispondeva il successo di botteghino.
Nel 1953, a Cetara, Totò girò un film che gli attirò il duro disappunto della critica. L'uomo, la bestia e la virtù lo vide accanto a due star del calibro di Orson Welles e Viviane Romance, in un rifacimento cinematografico della commedia pirandelliana accolto al tempo come una "pochade" non troppo edificante. La pellicola, infatti, venne ritirata poco tempo dopo l'uscita nelle sale, a causa delle proteste della famiglia di Luigi Pirandello, che non aveva gradito lo stravolgimento dell'opera a cui si ispirava. Per oltre trent'anni il film divenne praticamente introvabile, fin quando nel 1993 fu trasmesso per la prima volta in tv dalla Rai.
Il regista Stefano Vanzina volle come location il pittoresco borgo amalfitano affinché desse alla pellicola una sussidiaria valenza fotografica, esaltata dal sistema a colori belga Gevacolor, all'epoca considerato più adatto per un mercato internazionale; ma oggi la copia a colori risulta svanita e rimane soltanto il bianco e nero. Nonostante gli sforzi, il film ricevette una stroncatura da parte della critica militante e seriosa, perché il fatto che Totò osasse confrontarsi con il grande commediografo fu considerato un vero affronto.
Paolino, maestro di una scuola elementare nei dintorni di Napoli, appare scostante e nervoso da un po' di giorni ed i suoi amici e conoscenti non si spiegano il motivo. L'uomo è l'amante di Assunta, madre di un suo alunno e moglie del rozzo capitano Perrella, e scopre che dalla loro relazione clandestina la donna è rimasta incinta. Paolino ed Assunta cercano il modo di nascondere l'adulterio attribuendo al capitano la paternità del figlio di cui Assunta è in attesa. La cosa sembrerebbe facile, dal momento che Perrella sta rientrando dal suo ultimo viaggio, ma il capitano, a sua volta, ha un'amante e non prova più alcuna attrazione per la moglie. Paolino decide quindi di architettare un piano per spingere Perrella a passare una notte d'amore con Assunta.
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